Diciamocelo: la birra è il motivo per cui l'essere umano ha smesso di vivere nelle caverne e ha iniziato a fondare città, nonché lo slancio che ha spinto me e altri illustri perdigiorno — ehm, colleghi — ad aprire un birrificio in garage. Il problema di noi produttori casalinghi, però, è che siamo degli insicuri patologici e, soprattutto, ci annoiamo facilmente. Passi ore a fissare un secchio di plastica aspettando che faccia "blup" e, inevitabilmente, la mente inizia a vagare verso territori pericolosi.
Il pensiero che prima o poi devasta il cervello di qualsiasi homebrewer è sempre lo stesso: "Cos'altro posso far fermentare con la roba che ho già in casa?".
Di solito le opzioni sono due: l’idromele, che ti trasforma istantaneamente nel classico tizio triste in tunica a una fiera medievale, o il sidro. Vince quasi sempre il sidro. Forse perché fa molto pub, o forse perché se lo guardi controluce sembra una lager ghiacciata. Persino Baladin ne fa uno e, se ci provano i professionisti, chi sono io per tirarmi indietro?
Volevo farlo da una vita. Principalmente perché sono pigro e cercavo qualcosa da produrre subito, senza dover pianificare la logistica di uno sbarco lunare solo per ordinare malti e luppoli online. La mia teoria era di una semplicità disarmante: vai al supermercato, compri del succo di mela e ci schiaffi dentro quella bustina di lievito che vaga sul fondo del frigo in cerca di uno scopo. Fine della storia. Eppure, per anni, ho continuato a rimandare.
Poi è arrivato l’Eurhop 2025. Lì mi sono imbattuto negli spagnoli di Cyclic: gente che fa fermentazioni spontanee capaci di farti cambiare i connotati. Volevo essere come loro, ma avevo il terrore che i lieviti selvaggi, una volta liberati, avrebbero "infettato" la mia attrezzatura in modo irreversibile. Troppo rischioso. Però ho notato che sia loro, sia i ragazzi di Cantina Errante (altro progetto che tengo d’occhio), hanno un sidro in gamma. Mi è bastata come scusa: mi sono lanciato.
Ho tentato un esperimento che definire "alla cieca" è un complimento generoso. Ho preso del succo di mela del discount (grazie Lidl), lievito T-58 e dello sciroppo di more. Ho mescolato tutto con la grazia di un gorilla e ho aspettato. Vi risparmio i dettagli tecnici perché, pur essendo un nerd che prende appunti su tutto, non sono sicuro che quello che ho fatto possa essere definito "scienza".
Mentre il lievito faceva il suo sporco lavoro per tre settimane, io ho fatto quello che ogni uomo fa quando scopre un nuovo hobby: ho perso completamente il contatto con la realtà. Ho comprato libri, ascoltato podcast infiniti e letto blog scritti da gente decisamente strana. Mi sono ritrovato addosso la stessa identica scimmia dei miei primi esperimenti di anni fa. Una sensazione bellissima.
Il risultato? Una roba acida che ti resetta le papille gustative e sa di nuovo. Onestamente? È meglio di certe birre a fermentazione spontanea che pagheresti un rene al mercato nero.
Eureka. Il cerchio si è chiuso. Adesso, però, bisogna smettere di giocare e fare un passo avanti: è arrivato il momento di preparare il primo sidro ufficiale di Brasseria Fantasma.
Data: 03 Giu 2026